L’analisi della Rete Sostenibilità e Salute sulla salute mentale

Quotidianosanità ha comunicato in via ufficiale la notizia riguardante il documento che, insieme alla Rete Sostenibilità e Salute, abbiamo contribuito a produrre.

Il documento è interamente scaricabile qui.
Sotto invece il comunicato stampa lanciato dalla Rete Sostenibilità e Salute

COMUNICATO STAMPA DEL 7 MAGGIO 2018

La salute mentale secondo la Rete Sostenibilità e Salute

Analisi dei bisogni e strategie d’ intervento

La Rete Sostenibilità e Salute (RSS) presenta un nuovo documento: si tratta di un’analisi molto accurata sulle attuali criticità nel campo della salute mentale a cui si cerca di dare delle risposte efficaci, rivolgendosi al mondo della politica, agli operatori del settore e alla cittadinanza.

I disturbi psichiatrici incidono notevolmente sulla salute globale, rappresentando il 23% del “Global Burden of Disease”. In questo contesto l’attuale modello di sviluppo, fondato su una crescita illimitata e indiscriminata dell’economia mina i determinanti ambientali, socio-economici e culturali da cui dipende maggiormente la salute mentale. Vivere in un ambiente sempre più inquinato ed insalubre, con stili di vita frenetici e malsani, in cui le disuguaglianze e le divisioni sociali aumentano, dove individui, gruppi sociali e nazioni competono per accaparrarsi risorse in crescente diminuzione, non può che deteriorare il capitale di salute mentale a disposizione delle popolazioni.

Sebbene nel campo della psichiatria sia riconosciuto un modello di causazione bio-psico-sociale e l’importanza del contesto culturale, nella prassi clinica l’approccio tecnico, biomedico-riduzionista (caratterizzato dalla centralità della diagnosi e della prescrizione farmacologica), viene comunemente privilegiato trascurando le componenti psicosociali, culturali e gli stili di vita.

E’ possibile pensare la salute mentale all’interno dello scenario sociale e culturale tra il “patologico” e il “patogenico” sopra delineato?

Il Portavoce della RSS Jean-Louis Aillon afferma che secondo la RSS “di fronte a questo deserto delle speranze, non si possa che contrapporre la carica utopica quanto trasformativa di soggetti come Ivan Illich, Franco Basaglia, Frantz Fanon, Erich Fromm, Giulio A. Maccacaro, i quali avevano già da tempo intuito i rischi a cui stavamo andando incontro, lanciato un grido d’allarme e costruito ‘utopie della realtà’ a partire da reali pratiche di cambiamento che riescano a rispondere ai bisogni esistenziali reali delle persone”.

La sfida, conclude Matteo Bessone, “è sviluppare uno sguardo critico sulla società e sulla cultura in senso ampio, nonché sulla cultura e le pratiche dei servizi per metterle costruttivamente in discussione piuttosto che ostinarci ad adattare i bisogni delle persone a questa realtà e a questi servizi. Non possiamo più illuderci che le evidenze siano sufficienti per dare vita al cambiamento. L’evidenza ci dice che è necessaria più ferma volontà e maggiore fantasia”.

In tal senso la RSS cerca di delineare nei due documenti allegati (Analisi e relativo riassunto) alcune linee strategiche di comprensione di elementi culturali critici per proporre azioni di cambiamento.

La Rete Sostenibilità e Salute

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