La fragilità che è in noi

 

La fragilità che è in noi (Eugenio Borgna, 2014)

In cosa consiste la fragilità? Attraverso le pagine di questo libro Borgna cerca di rispondere a questa domanda complessa, poiché la fragilità non si può racchiudere in una definizione. Fa parte della vita e la ritroviamo in diversi momenti della vita, in diverse emozioni, in diverse sensazioni.

Borgna ritiene che la fragilità è una condizione umana che tutti viviamo attraverso le emozioni, le parole, la malattia del corpo e dell’anima, nelle varie fasi della vita fino ad arrivare all’anzianità.

Nella prima parte del librro Borgna osserva la fragilità nelle emozioni: timidezza vista come l’emozione che ci fa entrare in relazione con l’Altro; gioia vista come un’emozione interiore che si differenzia dalla felicità e dà un senso alla vita; tristezza vista come un’emozione che fa perdere i punti di riferimento; speranza vista come un’emozione fragile quando sparisce nella dimensione depressiva, ma non muore e può riaffiorare.

Borgna riconosce anche nella malattia la fragilità, poiché rende ancora più fragili ossia si amplifica quella già in seme dentro ognuno di noi. Infatti definisce la follia come una condizione sociale, poiché è una possibilità umana ed è radicata in ciascuno.

Nella seconda parte Borgna affronta la fragilità in due stati umani di profondo cambiamento: l’adolescenza e l’anzianità. Nella prima si prova per il distacco dall’infanzia e c’è il rischio di chiudersi nella solitudine; invece, la condizione anziana spesso è vista con pregiudizio di una vita ormai priva di emozioni e, quindi, viene tolta un po’ di umanità.

Attraverso la lettura di queste pagine si vede la poesia della vita, nella fragilità si possono assaporare valori di sensibilità e di delicatezza che ognuno di noi vive ed è proprio per questo che avvicina la follia ad una normalità che chiunque può vivere.